Porzioni 4
- Quantità per porzione
- % Valore giornaliero*
- Grassi totali 31g48%
- Grassi saturi 15g75%
- Sodio 600mg25%
- Carboidrati totali 22g8%
- Fibra alimentare 1g4%
- Zuccheri 2g
- Proteine 65g130%
* La percentuale dei valori giornalieri si basa su una dieta di 2000 calorie. I tuoi valori giornalieri potrebbero variare in base al tuo fabbisogno calorico.
Nota
La quantità di pangrattato indicata serve ad avere uno strato abbastanza abbondante in cui impanare comodamente le costolette: non verrà necessariamente utilizzato tutto.
Lo stesso vale per il burro rimasto nella padella. Per questo i valori nutrizionali sono necessariamente una stima e possono cambiare in base a quanto pangrattato aderisce alla carne e alla quantità di burro assorbita durante la cottura.
Se le costolette sono particolarmente spesse, non aumentare la fiamma per accelerare la cottura. Dai alla carne qualche minuto in più, mantenendo sotto controllo la doratura della panatura.
La cotoletta va salata dopo la cottura. Se vuoi servirla con il limone, portalo a tavola a spicchi senza spremerlo in anticipo sulla panatura.
Parole chiave:
Cotoletta alla Milanese, costoletta alla milanese, cotoletta di vitello, cotoletta con osso, cucina milanese
Quando si parla delle origini della Cotoletta alla Milanese, prima o poi salta fuori l’anno 1134. In un documento relativo a un pranzo dei canonici di Sant’Ambrogio compare l’espressione lombolos cum panitio, ripresa secoli dopo anche da Pietro Verri nella sua Storia di Milano. Da qui nasce uno dei racconti più fortunati sulla cotoletta: a Milano si sarebbe mangiata carne impanata già nel Medioevo.
Il problema è che quelle poche parole non sono una ricetta. Il significato di cum panitio non permette di ricostruire con sicurezza il piatto e identificarlo con la cotoletta che conosciamo oggi significa spingersi oltre quello che il documento può realmente raccontarci. La stessa identificazione medievale è oggetto di interpretazioni differenti.
Nel 1855 Giuseppe Sorbiatti lascia molto meno spazio ai dubbi. Nella Gastronomia Moderna compaiono le “costoline di vitello fritte alla milanese”: uovo, pane e cottura nel burro. Qui la parentela con la preparazione moderna è decisamente più riconoscibile.
Poi c’è Radetzky. La storia vuole che il maresciallo austriaco abbia conosciuto la cotoletta durante la permanenza in Lombardia e abbia contribuito a far arrivare la preparazione a Vienna. È diventata quasi inseparabile dalla rivalità tra Milano e la Wiener Schnitzel, ma come prova storica è molto meno convincente di quanto la sua popolarità potrebbe far pensare.
Una data, invece, non presenta problemi: 2008. È l’anno in cui il Comune di Milano ha riconosciuto ufficialmente la Cotoletta alla Milanese come De.Co. (Denominazione Comunale), inserendola tra le preparazioni rappresentative della tradizione gastronomica cittadina.