Nota
Quale pasta scegliere: gli spaghetti sono il formato più classico, ma la Carbonara si presta molto bene anche a rigatoni e mezze maniche, che raccolgono bene la crema e i pezzetti di guanciale.
Uova a temperatura ambiente: se possibile, togli le uova dal frigorifero 20-30 minuti prima della preparazione. Un composto non troppo freddo si amalgama più facilmente con la pasta calda.
Pecorino grattugiato al momento: grattugialo finemente poco prima di utilizzarlo. Si incorpora meglio alle uova e aiuta a ottenere una crema uniforme e senza grumi.
Pecorino e Parmigiano: se preferisci un gusto leggermente più delicato, puoi utilizzare metà Pecorino Romano e metà Parmigiano Reggiano. La versione romana più tradizionale resta comunque quella preparata con Pecorino Romano.
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La storia della Carbonara: romana sì, ma da quando?
Oggi la Carbonara è uno dei piatti che identifichiamo immediatamente con Roma, tanto che viene naturale immaginarla nelle trattorie della città da chissà quanto tempo. Andando indietro, però, le tracce diventano presto confuse e le ricostruzioni più conosciute ci portano agli anni della Seconda Guerra Mondiale.
Una delle ipotesi parte dalle truppe alleate e dalle loro forniture alimentari: bacon e prodotti a base d'uovo finiscono accanto a pasta e formaggio e da quell'incontro potrebbe essere nata una prima versione del piatto. Non sappiamo se sia andata davvero così, ma è proprio negli stessi anni che compare un nome destinato a entrare nella discussione.
Renato Gualandi, giovane cuoco bolognese, raccontò di aver preparato nel 1944 una pasta per le truppe alleate riunite a Riccione utilizzando ingredienti che aveva a disposizione, tra cui bacon, formaggio e prodotti a base d'uovo. In seguito lavorò come cuoco per gli Alleati anche a Roma, particolare che ha inevitabilmente legato il suo racconto alla storia della Carbonara.
L'ipotesi americana non spiega però tutto. Tra Lazio e Abruzzo si preparava già il cacio e ova, una combinazione adatta a una cucina fatta anche di alimenti sostanziosi e facili da trasportare. I carbonai dell'Appennino trascorrevano lunghi periodi nei boschi e il loro mestiere è stato spesso tirato in ballo persino per spiegare il nome del piatto. C'è anche chi vede nel pepe nero sparso sulla pasta un richiamo alla polvere di carbone.
Spostandosi verso Napoli, la faccenda si ingarbuglia ancora di più. Nei ricettari napoletani dell'Ottocento si trovano preparazioni nelle quali uova e formaggio vengono utilizzati per completare alcuni piatti; durante la guerra, poi, in città erano presenti anche i militari alleati con le loro forniture. Abbastanza per alimentare un'altra ipotesi sulle origini della Carbonara, non abbastanza per mettere la parola fine alla questione.
La prima Carbonara non era quella di oggi
Il 1954 ci regala almeno qualcosa di scritto. La Cucina Italiana pubblica una delle prime ricette documentate della Carbonara e tra gli ingredienti troviamo pancetta, uova, groviera, aglio e pepe.
Il guanciale arriva più avanti. Nel 1960 Luigi Carnacina lo inserisce nel suo ricettario La grande cucina, accompagnandolo però con la panna. E la panna rimane in circolazione per parecchio tempo, presente in diverse versioni della Carbonara negli anni successivi.
Per diversi decenni la ricetta è molto meno rigida di quanto siamo abituati a considerarla oggi. Nei ricettari e nelle interpretazioni dei cuochi compaiono ingredienti che un purista contemporaneo guarderebbe con un certo sospetto: panna, aglio, Parmigiano e persino vino bianco.
È soprattutto a partire dagli anni Novanta che comincia ad affermarsi con maggiore forza la Carbonara essenziale che conosciamo oggi: pasta, guanciale, uova, Pecorino Romano e pepe nero. Le aggiunte utilizzate nei decenni precedenti perdono progressivamente terreno e quei cinque ingredienti finiscono per diventare il riferimento della ricetta romana.
Il dettaglio curioso è che questa versione, oggi difesa come se fosse rimasta immutata da sempre, arriva dopo decenni di Carbonare molto più elastiche.
E la panna ne è forse l'esempio migliore: oggi basta nominarla nella Carbonara per iniziare una discussione. Per anni è comparsa tranquillamente nei ricettari.