Porzioni 4
- Quantità per porzione
- % Valore giornaliero*
- Grassi totali 35g54%
- Grassi saturi 12g60%
- Sodio 430mg18%
- Carboidrati totali 89g30%
- Fibra alimentare 6g24%
- Zuccheri 13g
- Proteine 44g88%
* La percentuale dei valori giornalieri si basa su una dieta di 2000 calorie. I tuoi valori giornalieri potrebbero variare in base al tuo fabbisogno calorico.
Nota
Le cipolle sono la parte più importante della Genovese e durante la cottura devono avere il tempo di perdere lentamente tutta la loro acqua. Non serve aggiungere brodo: all'inizio saranno le cipolle stesse a fornire il liquido necessario. Controlla però la casseruola di tanto in tanto e, quando il fondo comincia a restringersi, mescola più spesso perché è proprio in questa fase che tende ad attaccarsi.
La carne deve cuocere in pezzi grandi e diventare tenera senza essere sfilacciata nel sugo. Una volta pronta puoi toglierla dalla casseruola e servirla separatamente come secondo, lasciando alle cipolle il compito di condire gli ziti.
Non avere fretta nella fase finale. Prima di aggiungere il vino lascia evaporare l'umidità rimasta e fai prendere colore alla carne nel fondo ormai ristretto. Versa poi il vino in due riprese, aspettando che la prima sia quasi evaporata prima di aggiungere la seconda.
Il Parmigiano Reggiano è facoltativo. Assaggia prima la pasta: la Genovese ha già un sapore deciso e può essere servita anche senza formaggio.
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Perché si chiama Genovese se è napoletana?
Il nome confonde ancora oggi, ma la Genovese è napoletana. Sul perché abbia finito per chiamarsi così ci sono diverse storie e nessuna certezza.
La più conosciuta ci porta nella Napoli del Quattrocento e tira in ballo i genovesi che frequentavano il porto, marinai e forse cuochi che avrebbero preparato carne con molte cipolle.
Napoli, comunque, se l'è presa da tempo. La Genovese appartiene alla cucina della città e oggi la troviamo anche nell'elenco dei PAT (Prodotti Agroalimentari Tradizionali) della Campania.
Una salsa di cipolle che richiede tempo
La particolarità della Genovese sta nella quantità di cipolle e nella lunga cottura. Non devono semplicemente accompagnare la carne: con il passare delle ore perdono struttura e diventano il condimento vero e proprio.
Carne di manzo e cipolle sono il cuore della preparazione, ma nel fondo entrano anche lardo, carota, sedano e prezzemolo, con olio d'oliva e vino bianco durante la cottura. E poi c'è un dettaglio meno scontato: nella versione riconosciuta in Campania compaiono anche uno o due pomodorini del piennolo. Poco più di una presenza, quindi, e non abbastanza da trasformare la Genovese in un sugo di pomodoro.
Pasta e carne, due portate dalla stessa pentola
C'è un dettaglio che racconta bene la cucina da cui nasce questo piatto. Il sugo di cipolle serve per condire la pasta; la carne che ha cotto al suo interno viene tradizionalmente servita a parte.
Da una sola preparazione arrivano quindi a tavola il primo e il secondo. Per la pasta, uno degli abbinamenti più legati alla tradizione napoletana è quello con gli ziti spezzati, capaci di raccogliere il sugo anche all'interno.