Porzioni 4
- Quantità per porzione
- % Valore giornaliero*
- Grassi totali 35g54%
- Grassi saturi 11g56%
- Sodio 900mg38%
- Carboidrati totali 83g28%
- Fibra alimentare 11g44%
- Zuccheri 15g
- Proteine 26g52%
* La percentuale dei valori giornalieri si basa su una dieta di 2000 calorie. I tuoi valori giornalieri potrebbero variare in base al tuo fabbisogno calorico.
Nota
Le melanzane: scegli melanzane sode, con la buccia tesa e la polpa compatta. Dopo il riposo sotto sale, sciacquale rapidamente e asciugale con particolare cura prima di friggerle: l’acqua rimasta sulla superficie provoca schizzi quando entra in contatto con l’olio caldo.
La frittura: friggi poche fette alla volta, senza riempire troppo la padella. In questo modo la temperatura dell’olio non scende bruscamente e le melanzane prendono colore senza impregnarsi eccessivamente. Lasciale scolare bene su carta da cucina appena fritte.
Il pomodoro: con pomodori freschi maturi il passaverdure permette di separare bucce e semi dalla polpa e ottenere una salsa liscia senza doverla frullare. Se il pomodoro è particolarmente acquoso, prolunga leggermente la seconda cottura: la salsa deve restringersi abbastanza da condire gli spaghetti senza lasciare liquido sul fondo del piatto.
La ricotta: per questa versione usa ricotta salata, asciutta e sufficientemente stagionata da poter essere grattugiata. Non sostituirla con ricotta fresca, che ha consistenza, umidità e sapore completamente diversi. Nella tradizione siciliana esiste anche l’uso della ricotta infornata, particolarmente legato ad alcune produzioni dell’area orientale dell’isola.
Prepararla in anticipo: puoi preparare separatamente la salsa e friggere le melanzane qualche ora prima. Conserva le melanzane a parte e uniscile al pomodoro solo quando prepari la pasta, lasciando da parte quelle destinate a completare i piatti.
Conservazione: la Pasta alla Norma dà il meglio appena preparata. Se avanza, conservala in frigorifero in un contenitore chiuso e consumala entro 1–2 giorni. Le melanzane fritte tenute da parte perdono inevitabilmente parte della loro consistenza dopo la conservazione.
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Pasta alla Norma, pasta siciliana, pasta con melanzane, ricette siciliane, ricotta salata
Perché si chiama Pasta alla Norma?
Il nome della Pasta alla Norma porta inevitabilmente a Vincenzo Bellini, nato a Catania nel 1801. La sua Norma, su libretto di Felice Romani, debuttò alla Scala di Milano nel 1831 e divenne una delle opere più celebri del compositore.
A legare il titolo dell’opera al piatto sarebbe stato, secondo il racconto più diffuso, Nino Martoglio, poeta, scrittore e uomo di teatro catanese. La tradizione vuole che, dopo aver assaggiato questa pasta, Martoglio ne abbia sottolineato la bontà richiamando proprio la Norma di Bellini. Da quell’esclamazione sarebbe nato il nome con cui la ricetta è conosciuta ancora oggi.
È un racconto entrato stabilmente nella storia della cucina catanese, ma va preso per quello che è: una tradizione tramandata, non un episodio di cui possediamo una prova storica definitiva. Anche la datazione intorno agli anni Venti del Novecento, spesso associata all’aneddoto, appartiene alle ricostruzioni successive.
Il richiamo a Bellini, comunque, non è casuale. A Catania il nome Norma è diventato nel tempo anche un modo per indicare qualcosa di particolarmente riuscito. Opera, compositore e ricetta appartengono così allo stesso immaginario cittadino, al punto che oggi è difficile raccontare questo piatto senza raccontare almeno un pezzo della sua città.